Le "mie" auto... o le auto della mia vita

 

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Dopo tutto quello che abbiamo passato insieme, non posso non dedicare una pagina alle auto che mi hanno accompagnato nella vita. Il primo posto, anche se non rispetta un rigoroso ordine cronologico ma solo affettivo, spetta alla Golf, la nostra macchina "di famiglia" dal 1990. Acquistata da Papà in previsione di qualche bel viaggetto in giro per l'Europa, poco dopo l'acquisto abbiamo scoperto che è stata assemblata il 5 Gennaio del 1990, giorno del mio compleanno. Ci ha scarrozzati in giro per l'Austria, la Germania e l'Olanda oltre, naturalmente, all'Italia per quasi 120.000 km. Si è sempre dimostrata una macchina ottima, affidabile ed economica, e adesso ha anche l'impianto a GPL.

   

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Questa, invece, è stata di fatto la prima macchina su cui ho viaggiato: è stata la splendida Giulia 1300 TI del 1967 a portarmi a casa dalla clinica dove sono venuto alla luce. E' stata nostra fino al 1987, poi Papà si è divertito a smontarla personalmente. Molti pezzi sono stati "trasformati" in materiale da costruzione o destinati ai più disparati usi, ma qualcosa ha trovato una seconda giovinezza sulla Giulia del mio amico Esagamma.
 Adesso, a distanza di tanti anni, mi piange il cuore a pensare che se l'avessi ancora sarebbe veramente bello poterci andare in giro... purtroppo quella volta non avevo molta voce in capitolo, del resto cosa se ne faceva un bambino di una vettura marciante? E così è stata fatta a pezzi.

 

         

Questa, invece, è la Mini 1000 del 1973 che ci ha accompagnati fino al 1990. Di fatto, anche se in condizioni peggiori da quelle della foto, esiste ancora: si trova, infatti, accantonata senza targhe nel nostro giardino.

Era un'ottima macchinetta sotto molti punti di vista, però il suo punto debole erano i freni, il cui comportamento era assolutamente aleatorio, incerto e imprevedibile, nonostanti le continue riparazioni... per questo a soli 66161 km è stata pensionata.

A proposito, è stata la primissima macchina che ho guidato!!!

         

La prima Seat Ibiza della mia vita è entrata in casa nostra nel 1987. Si trattava di una GLD, equipaggiata con il famigerato Diesel da 1714 cc (58 CV) della Ritmo e della Regata prima serie. Inutile dire che il fumo nero e la rumorosità caratteristica la preannunciavano molto prima del suo lento sopraggiungere... Non è durata molto: a soli 7 anni e 95800 km ha esalato il suo ultimo respiro in zona Don Bosco, dopo aver dato un'infinità di guai ed essere rimasta per strada un numero impressionante di volte.

         

E finalmente arriviamo al mio primo grande amore: una splendida, meravigliosa Ibiza 1200 GLX del 1990. Dopo un travagliato palleggio con mio fratello, durato quasi un anno, nell'estate del 2000 è diventata mia. Abbiamo passato insieme circa 2 anni intensissimi, viaggiando per oltre 40000 km. Con lei ho scoperto la libertà, la gioia e il piacere della guida. Era diventata la mia icona, per i nuovi amici ero "quello della Seat". Il suo aspetto un pò dimesso e gli schizzi di fango costantemente presenti fino sul tetto la rendevano riconoscibile a grande distanza.
Il suo vero punto debole era il consumo: un prodigo carburatore doppio corpo, oltretutto un pò difettoso, con la tendenza a tenere il minimo smisuratamente alto, la rendeva estremamente scattante e briosa, ma non si può dire che fosse parsimoniosa...d'altra parte i 46 kW non nascevano per caso!

 

         

A onor del vero bisogna dire che aveva diversi difetti: tanto per iniziare, una campanatura esagerata sulle ruote anteriori, alla quale era dovuto un consumo precoce delle ruote (non più di 15-20000 km), al punto che negli ultimi mesi giravo con i pneumatici e i cerchi di una Tipo presi allo sfascio per disperazione a 50mila lire in tutto. Poi il suo punto debole era il raffreddamento. Giravo regolarmente con almeno 6 litri d'acqua nel bagagliaio in quanto, appena se ne presentava l'occasione, il radiatore cominciava a fumare e a bollire. Infine, la carrozzeria non era propriamente solida e avevo dovuto provvedere a fissare in maniera "artigianale" diversi elementi (per esempio i vetri posteriori con un quantitativo industriale di silicone, il faro anteriore sinistro con un gomitolo di filo di ferro...). Ciliegina sulla torta: il ventilatore era guasto, e per sbrinare il parabrezza si doveva usare l'antico sistema: giornale accartocciato e olio di gomito!!!

         

Con la Seat sono uscito vittorioso da una sfida morale con i suoi denigratori: sono riuscito a portarla da Roma a Firenze senza fare l'autostrada (5 ore abbondanti di guida in pieno agosto...) e a tornare senza dover chiamare il carro attrezzi, anzi, per la cronaca, dopo questa sgroppata andava molto meglio. E sempre a bordo della Seat sono riuscito a togliermi la soddisfazione di andare in cima al Circeo (ebbene si, nessuno mi ci aveva mai portato!). La foto a sinistra è stata scattata in quell'occasione all'ingresso in Sabaudia. A quel tempo stavo prendendo la patente D e, in pieno delirio di onnipotenza, avevo messo i dischi con il limite di velocità dei bus anche sulla macchina...
Del resto, per me a quel punto era diventata un bus con solo 4 posti oltre al conducente
J

 

           

Quella al lago del Turano (un posto davvero spettacolare in provincia di Rieti, la cui visita consiglio caldamente a tutti) è stata una delle ultime gite che abbiamo fatto insieme. Nel pomeriggio dell' 11.03.2002, a soli 111357 km, ho dovuto rottamarla: a Roma avrebbe avuto delle grandi limitazioni alla circolazione in quanto non catalizzata. Mi risparmio il feroce anatema contro chi ha emesso quest'ordinanza, prima o poi metterò on line alcune considerazioni tecniche in merito all'inquinamento di un'auto catalizzata o, peggio, a GPL.
Fatto sta che conservo ancora molti cimeli prelevati dalla povera Seat prima della rottamazione, tra cui il quadro degli strumenti con l'indicazione finale del contachilometri, prelevato subito prima di fare ingresso sul piazzale del rottamatore, che ora fa bella mostra di sè in camera mia.

           

E fu così che 2 giorni dopo entrò nella mia vita la "Fiestina"...

Detta "4K" dai primi caratteri della targa, è una macchinuccia tranquilla, senza eccessive pretese, affidabile e dai consumi contenuti. Certo, le soddisfazioni che dava la Seat con questa me le sognavo, ma ormai er cresciuto e avevo anche piacere a girare con una macchina più "seria". Mi piace ricordare che il motore che monta, da 1294 cc (43 kW) è una evoluzione nemmeno tanto spinta del motore ad aste e bilancieri che equipaggiava la mitica Taunus della fine degli anni Sessanta, la cui affidabilità è proverbiale.

           

La "4K" purtroppo non è stata fortunata: diverse volte ho trovato ammaccature e strisciate riprendendola dopo averla parcheggiata, fino alla notte tra il 9 e il 10 Aprile 2003 quando, sotto le finestre di casa, un bastardo sconsiderato con una grossa Mercedes ha colpito con violenza la Fiesta e un'altra macchina in sosta, dandosi poi alla fuga. Quelle sotto sono le foto dei danni riportati. Grazie al mio meccanico di fiducia, persona di provata onestà, competenza e amicizia, e ad un carrozziere altrettanto dotato di principi morali, oggi la piccolina gode di nuovo di ottima salute e la cosa non mi è costata uno sproposito, ma auguro lo stesso a quello scellerato tutto il male possibile, aumentato del 20%...

           
     

Ottobre 2004: alle soglie dei 120.000 km la "4K" si è ritirata a godersi una serena vecchiaia: è stata, infatti, venduta ad una simpatica signora di un ridente paese della Ciociaria dove ogni tanto mi capita ancora di incrociarla.

Da quel momento mi sto muovendo con un'altra Fiesta, la "BY" - sempre dai primi caratteri della targa. Immatricolata nel 2002, ha un motore estremamente silenzioso ed economico (sono riuscito a tornare da Como a Roma con meno di un pieno, quasi 19 km/litro!!!). L'unica cosa che mi da tremendamente fastidio di questa macchina è che tra sonda Lambda, iniezione elettronica e altra robaccia è diventato praticamente impossibile fare le doppie a salire e farle a scalare non dà una grande soddisfazione.

 

Una meteora: la splendida Lancia Beta 2000 terza serie che ho avuto per alcuni mesi nel 2004. La sua storia è stata travagliata fin dall'inizio ma il mio entusiasmo per questa grossa berlina del 1980 con interni in pelle beige e aria condizionata mi aveva completamente accecato e facevo finta di non vedere i numerosi problemi che l'affliggevano, primo fra tutti una feroce corrosione, il carburatore devastato e un allarmante odore di gas dall'impianto a GPL.

Quando a Tor de' Cenci mi si sono rotti improvvisamente i freni e sono riuscito quasi miracolosamente a tornare a casa frenando con il freno a mano e percorrendo la Pontina a 20 km/h ho capito che forse non era il caso di insistere e la Beta, spogliata come mia consuetudine di tutto ciò che era possibile asportare, è finita dal mio rottamatore di fiducia.

In questo modo si è conclusa la mia breve esperienza come proprietario di un veicolo d'epoca...