Fiat 343

In questa pagina ho voluto raccogliere del materiale a proposito del mio preferito: il Fiat 343. Un ringraziamento speciale va a Massimo Condolo, segretario della commissione tecnica del Circolo Italiano Camion Storici, che mi ha cortesemente fornito una grande quantità di dati preziosissimi.

Il mezzo si presenta, nella versione di base proposta dalla Sicca nel 1966, come un'evoluzione tecnica del precedente 306.
L'esigenza di rinnovare un mezzo di successo come il 306 aveva trovato una risposta adeguata nel recente motore 8200.12 a sogliola (cioè a cilindri in linea orizzontali, che consentono un'altezza molto limitata) che, con solo 9819 cc,  erogava 194 HP, già montato sul 409, e che sarebbe stato successivamente impiegato, tra gli altri, sul 308 e sul mitico 418. Le stesse parti mobili di questo motore sarebbero poi state utilizzate per il motore dell'autocarro 684 del 1969, un mezzo dalla grande versatilità del quale è ancora possibile incontrare in giro esemplari in buone condizioni.

Il mezzo veniva prodotto dalla Sicca, ma commercializzato dalla FIAT, come telaio da carrozzare, e vi si cimentarono molti carrozzieri tra cui Orlandi, le Officine Padane, Dalla Via, Barbi e soprattutto, dal 1972, la Fiat di Cameri, che impiegò una carrozzeria sostanzialmente analoga a quella dell'ultima serie del 306/3. Per la produzione in serie, tuttavia, la carrozzeria subì leggere modifiche, tali da consentire al nuovo 343 di montare elementi secondari come fari, fanali, strumentazione, ecc., identici a quelli montati sugli autocarri e su altri autobus già prodotti dalla stessa Fiat. Venne, inoltre, preferita la sospensione anteriore ad assale rigido rispetto a quella originaria a ruote indipendenti.
Era proposto in una versione di 11,000 m di lunghezza, la più diffusa (la sola STEFER-ACoTraL ne acquistò complessivamente circa 650 esemplari), e in una da 12,000 m, nota come 343L, inizialmente prodotto per l'esportazione (Francia, Libia) e poi venduto anche in Italia con carrozzerie Fiat, Orlandi, Garbarini, ecc.
Nei primi anni '70 la produzione passò alla Fiat, ma continuarono a cimentarvisi altre carrozzerie. Il 343 carrozzato Padane "Esse", in particolare, è stato prodotto in un grande numero di esemplari, alcuni dei quali sono ancora circolanti, come anche il Barbi "Mirage". Il "Meteor" prodotto da Orlandi, disegnato da Hosoe e Rosselli, vinse nel 1970 il premio "Compasso d'Oro" per il design e fu per svariati anni una delle versioni più apprezzate dal pubblico.

Ciononostante, a mio parere la carrozzeria esteticamente più valida rimane la Fiat-Cameri: linee semplici ed essenziali ma eleganti, grande funzionalità, ampie superfici vetrate e nessuna concessione alla famigerata moda dei montanti inclinati tanto in voga in quegli anni!!!

Alla data del 31.12.2000 i 343 hanno cessato di prestare servizio sulle linee CoTraL, scomparendo da quella che è stata una delle loro ultime roccaforti.

Dopo aver passato qualche mese senza targa all'aperto nel piazzale laterale di Capannelle, anche la 6572 è stata venduta, insieme a buona parte degli ultimi altri 343, come ferro vecchio e fatta a pezzi nel giro di poche decine di minuti. Purtroppo di queste gloriose e stupende macchine sono rimasti pochi rari esemplari  nel terreno di qualche demolitore...

 

A sinistra una foto di un 306/3 con carrozzeria Fiat - Cameri*

A destra il posto di guida della macchina n° 6345 (Velletri) fotografato il 13.03.1998 - turno 23VL-054

 

         

A sinistra, un altro 343 con carrozzeria Garbarini Saturno; a destra uno splendido 343 carrozzato Padane Esse
(foto di Massimo Condolo)

 

         

Un altro 343, questa volta con carrozzeria De Simon, fotografato a Verona
(foto di Massimo Condolo)
 
         

 

  Di nuovo con carrozzeria Fiat - Cameri*, ma questa volta si tratta di un mezzo privato in servizio di linea visto presso la Italbus di Bussolengo (VR) all'esterno e all'interno. In teoria anche i 343 del CoTraL si sarebbero dovuti presentare così, in realtà le condizioni erano decisamente più penose...

 

         

*- Fino all'apertura dello stabilimento di Valle Ufita, le carrozzerie originali Fiat venivano prodotte a Càmeri, una cittadina a pochi km da Novara, presso lo stabilimento Cansa (Costruzioni Aeronautiche Novaresi Società Anonima, ragione sociale poi mutata in Carrozzerie Novaresi Società Anonima). Successivamente, alla fine degli anni Sessanta, il nome cambiò in Carrozzeria Fiat Cameri, come testimoniato dalla targhetta metallica che ornava il mobiletto anteriore di tutti i mezzi con quella carrozzeria.
 

Del 343, dopo oltre 25 anni di servizio presso il CoTraL ho sentito dire tutto e il contrario di tutto. Qualcuno dice che sono stati dei mezzi formidabili e imbattibili, in altri hanno lasciato un ricordo molto meno felice. Un ex autista, oggi ispettore al deposito San Giuseppe, il quale aveva potuto apprezzare anche i vecchissimi 682, dice che, pur essendo i 343 tecnicamente dei buoni mezzi, non erano all'altezza dei 682. Ma per lui il 682 non si batte! Parliamo di una persona che, quando al San Giuseppe era rimasto l'ultimo 682, se ne era praticamente impadronito: si faceva assegnare tutti i giorni quella macchina, e una volta era arrivato a portarlo a sue spese dal pompista di fiducia a far revisionare la pompa del gasolio...
Il mio amico Maurizio, dal canto suo, li ricorda con affetto e sostiene che, con qualche aggiornamento tecnico, sarebbero dei mezzi che potrebbero essere tranquillamente riproposti ancora oggi. In particolare il cambio ha lasciato un ricordo molto buono in chi lo ha usato: se il cambio del 306 era, con il suo complicato riduttore, una specie di rodeo dal quale uscivano solo gli autisti migliori, quello del 343 era un cambio veramente flessibile e ben fatto. L'inserimento delle ridotte mediante il semplice azionamento di uno splitter sulla leva del cambio e la scelta ottimale dei rapporti hanno lasciato un buon ricordo. Sui successivi 370 si sente la mancanza del riduttore, in molte occasioni in salita le "mezze marce" sarebbero molto utili.
A mio avviso, rispetto al cambio automatico che si è adottato sui nuovi mezzi, sarebbe stato più saggio, visto il tipo di strade che si trovano in Italia, riproporre il cambio del 343, aggiornandolo magari con una frizione automatica. So che molti non condivideranno questo che ribadisco essere un mio parere del tutto personale, ma chi ha passato molti anni su un autobus probabilmente mi capirà.
Quello che invece proprio non funzionava sui 343 erano i freni, decisamente sottodimensionati e con una pericolosa tendenza all'ovalizzazione dei tamburi, e le balestre, i cui perni erano troppo facilmente aggrediti dalla ruggine.

Fiat 343/R Bus 6439 (Velletri) in sosta libera al capolinea di Velletri il 13.03.1998. Nella vista posteriore si intravede di scorcio un altro 343, la macchina n° 6345 (Velletri)

La stessa 6439 in una vista di fianco in tutto il suo splendore.

Nella foto a sinistra, l'interno del bus n° 6747 (Capannelle) fotografato il 30.10.1996 a Roma Osteria Curato, a destra alcuni particolari della macchina 6748 in servizio presso l'impianto di Palombara, fotografata al capolinea di Roma Staz. Tiburtina nella primavera dell'ormai lontano 1997.

 

 

A destra un Fiat 343 con la diffusissima carrozzeria Barbi a montanti inclinati, sopra il posto di guida della stessa macchina (il mezzo è di proprietà Autoservizi Fratelli Ottaviani di Ardea - Roma, che ringrazio per la disponibilità)

   

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