Fiat 418

 

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Con una presenza costante per quasi 30 anni sulle strade di Roma, i 418 hanno battuto ogni record di longevità guadagnandosi onestamente un posto nel cuore di noi appassionati e di chi ha avuto la fortuna di guidarli per tanti, tanti anni. La foto sopra, una vista da cartolina, ritrae il "canto del cigno" del 418, quando il 4 Agosto 2002 un gruppo di appassionati -tra cui il sottoscritto- ha affittato la 4705, uno degli ultimi superstiti, per riprovare tutti insieme il piacere e l'emozione di un giro sulle strade più belle di Roma con un mezzo ormai diventato una leggenda.

 

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Numeri di esercizio Anni immatricolazione Carrozzeria Vetro posteriore
       
4200 - 4219 1973 Fiat - Cameri Vetro posteriore doppio a battente
4220 - 4339 1976 - 1977 Fiat - Cameri Vetro posteriore doppio a battente
4340 - 4432 1977 - 1978 Portesi Vetro posteriore doppio a battente
4480 - 4599 1980 - 1981 Fiat  - Cameri Vetro posteriore singolo fisso
4600 - 4719 1980 - 1982 Pistoiesi - BCF Vetro posteriore singolo fisso
4750 - 4789 1982 Portesi Vetro posteriore singolo fisso
4800 - 4864 1981 - 1982 Fiat - Cameri Vetro posteriore singolo fisso

 

La storia dei 418 a Roma inizia nel 1973. In vista del Giubileo del 1975 l'ATAC aveva acquistato un quantitativo imponente di mezzi, tra cui l'intera fornitura di oltre 300 Fiat 421. In quell'occasione furono acquistati anche i primi 20 418, numerati nella serie 42xx. Questi primi 20 mezzi, con carrozzeria Fiat Cameri, erano dotati di parabrezza bombato e presentavano la porta laterale per l'autista, che fu poi eliminata in sede di revisione generale.

Dotati di motore Fiat 8200.12 da 9819 cc (143 kW), erano in versione AL da 11 metri con cambio automatico.

Nella foto a destra la 4200, trasformata in biglietteria mobile all'inizio degli anni '90, accantonata a Grottarossa nel 2002 (è stata demolita nell'autunno dello stesso anno).

         

Dopo i primi esemplari numerati 4200-4219 del 1973, e la prima serie del 1976 numerata 4220-4339, era la volta della carrozzeria Portesi di Brescia, fornitrice delle macchine nn. 4340-4432, le ultime ad aver ospitato il posto per il bigliettaio, e le ultime a comparire nel colore verde Roma 71.

Nelle foto, il frontale della 4343 fotografato al capolinea di Arco di Travertino nel 1997 e la fiancata della 4342 fotografata sul 763 a piazzale dell'Agricoltura pochi giorni prima del 4 Novembre 1996, quando l'esercizio di quasi tutte le linee dell'EUR passava dalla rimessa Magliana al nuovissimo impianto di Acilia.

Ricordo ancora quando le 43xx erano nuovissime e verdissime e io ero piccolissimo. Spesso queste vetture erano in servizio sul 671, che prendevamo con Mamma per andare al laghetto dell'EUR. Non sapevo ancora che si chiamassero 418, e nessuno avrebbe immaginato che era una passione che iniziava timidamente a manifestarsi, ma ricordo che mi piacevano molto, li trovavo "belli" rispetto agli altri autobus in circolazione.

         

Alla fine degli anni '80 le vetture 4340-4367 erano assegnate a San Paolo, che allora ospitava ancora diversi 410 tra i più anziani in circolazione, svariati 421 e alcune 28xx, all'epoca seminuove (2800-2824 e 2888-2897). Le linee del settore dell'EUR, prima dell'apertura di Magliana (1988), erano esercitate quasi completamente da San Paolo. Pochi mesi dopo l'apertura di Magliana, molte delle 43xx di San Paolo, quelle con i numeri aziendali più bassi, furono spostate a Magliana, tornando a circolare su linee quali 762, 763, 767, che nel frattempo erano state tolte a San Paolo e assegnate anche esse a Magliana.

Solo con l'apertura della rimessa di Acilia (Novembre 1996) le cose mutarono: quasi tutte le linee dell'EUR passarono ad Acilia, il 767 tornò a San Paolo, ma le 43xx rimasero a Magliana ancora per qualche anno.

Nella foto a destra, la 4378 fotografata sul 716 nella primavera del 1991. Fino al 1994 le vetture 4368-4406 erano in servizio alla rimessa Tuscolana, alla quale era, come oggi, assegnato il 716.

Parlando di 716 riaffiorano altri ricordi di 418: per tutti i 5 anni di liceo mi sono servito di quella linea, che le 43xx si spartivano con le 46xx (le seconde decisamente preponderanti), e ogni mattina fino al famigerato trasferimento delle 43xx, la mia speranza era che arrivasse una Portesi anziché una BCF... Ricordo in particolare la 4401, diversa da tutte le altre in quanto il tabellatore aveva i numeri bianchi su fondo nero, anzichè neri su fondo bianco.

         
Negli anni successivi era la volta di altri 418 con carrozzeria Fiat, numerati 4480-4599, molto simili alle 4220-4339 ma dotati di vetro posteriore singolo e non apribile. Mezzi assolutamente analoghi erano anche le 4800-4864, di un paio d'anni più recenti. Nelle foto sotto, la 4591 appena trasferita alla rimessa di Portonaccio da quella di Magliana, fotografata nel 1997 al capolinea della stazione di Rebibbia, e il frontale della 4852 di Acilia fotografata nel 1998 sul 703.

         

Ma la versione sicuramente più bella e più amata dagi appassionati (anche se io preferivo le Portesi) è stata quella carrozzata BCF (Breda Costruzioni Ferroviarie) - Pistoiesi (4600-4719), del 1981-82.  Le foto ritraggono il posto di guida e alcune viste della 4705 (San Paolo), quella utilizzata per il "418 day"  che quel giorno era, ovviamente, tabellata 418. Protagonista dell'ultima foto è, invece, la 4719. Per la cronaca, pochi giorni dopo il "418 day" la 4705 è stata protagonista di uno spot pubblicitario dei Sofficini Findus.

Molte di queste vetture (prima solo le 4668-4689, poi il gruppo è stato progressivamente rimpinguato fino a raggiungere la massima consistenza nel 1994-95 includendo dalla 4619 alla 4702) erano in servizio a Tuscolana dove, dopo il trasferimento delle 43xx a Monte Sacro nel 1994, erano diventate praticamente il 716 e il 16 per antonomasia (le comparse sempre più frequenti delle 11xx e poi delle 6xx non bastavano a scalfire un primato!!!) fino al 2001, quando l'arrivo degli odiati Cursor ha permesso il pensionamento di tanti 418.

In quell'occasione è stato usato da alcuni addetti stampa il termine "bonificata" riferito alla linea 716, per significare che le vetture vecchie erano state sostituite da mezzi nuovi. Secondo me è stato molto fuori luogo, un segno di notevole incompetenza e mancanza di sensibilità riguardo alla memoria del passato. Dopo pochi mesi non erano solo gli appassionati a rimpiangere i 418: i nuovi mezzi sono molto delicati, il pianale ribassato ha rubato un grande quantitativo di spazio e, nel complesso, si viaggia molto peggio...

         
         

Nella foto a sinistra, un altro 418 Pistoiesi, la vettura 4601, fotografata a piazzale dell'Agricoltura sul 765 nel 1998. Il numero di esercizio è ancora indicato nel frontale in caratteri piccoli e ripetuto a destra e a sinistra. Negli ultimi anni questo sistema è andato progressivamente scomparendo, in favore di un unica indicazione in caratteri grandi (come sulla 4705) o nei caratteri intermedi del tipo di quelli usati sulle vetture più recenti.

Ad un osservatore attento non sfuggirà la targa di nuovo tipo sulla 4601: non è una vettura degli anni '90, ma si tratta semplicemente di una reimmatricolazione.

Dopo oltre 25 anni di servizio, nell'imminenza del loro definitivo accantonamento, si possono tirare le somme sui risultati dei 418. Pur non negando difetti oggettivi, come il pianale alto difficile da raggiungere per anziani, bambini e disabili, oppure la scarsa efficienza del servosterzo, se confrontata con quella di mezzi più recenti, emerge subito la loro straordinaria semplicità costruttiva: manutenzione quasi banale, accesso rapido e immediato a tutte le parti meccaniche, totale assenza di elettronica, un motore praticamente indistruttibile e un cambio che anche un bambino avrebbe saputo adoperare.

         

Gli ultimi 418 a girare per le strade di Roma sono stati la 4578 (Grottarossa) e la 4692 (Magliana), all'inizio del 2003. La 4692 è stata rottamata poco dopo, la 4578 è stata più fortunata: utilizzata per il matrimonio di un appassionato alla fine di Giugno dello stesso anno, per l'occasione è stata rimessa in ordine e salvata dalla demolizione.
Negli ultimi giorni di servizio ho avuto modo di scattare un pò di foto "inconsuete" alla 4578, adesso sono visibili nella pagina ad essa dedicata.

Alcuni 418, dopo l'accantonamento, sono stati inviati a Cuba. Tra questi sicuramente le vetture 4248, 4258, 4266,  4290, 4344, 4366, 4369, 4378, 4394, 4405.

         

In queste due foto è ritratto un 418 che a Roma non ha mai circolato: si tratta di una macchina con carrozzeria Menarini e cambio manuale, probabilmente uno dei primi esemplari di questo tipo, databile intorno al 1972-73. Proveniente dal servizio urbano di Terni, è stato utilizzato fino a poco tempo fa nel comune di Ardea (Roma), dalla ditta "Autoservizi Fratelli Ottaviani".
 

         

Nonostante gli anni, è ammirevole lo stato di conservazione del mezzo, in particolare è eloquente il confronto del cruscotto con quello della vettura ATAC 4705. Il risultato è ancora più significativo se si considera che le due foto sono state scattate a pochi giorni (una settimana circa) di distanza!