INBUS U-210

Il consorzio INBUS (INdustrie autoBUS) nasceva nella seconda metà degli anni '70, costituito da Breda, De Simon, Sicca e Sofer per offrire un'alternativa italiana alla neonata Iveco, nella quale nel 1976 era confluito il settore veicoli industriali e autobus della Fiat. Il consorzio non sarebbe durato molto: è stato, infatti, sciolto nel 1986, e dalle sue ceneri è nata la Bredabus (della quale facevano parte Breda, Sicca e Sofer) e quindi, nei primi anni Novanta, il consorzio BredaMenarinibus. La produzione di autobus urbani era costituita essenzialmente dai telai Siccar 181 (U-150), 176 e 177 (U-210) e 383 (autosnodato U-280).
Gli U-210, con i telai 176 e
177, erano uniformati al tipo europeo F1, caratterizzato da motore posteriore e
cambio automatico con selettore a pulsantiera, erano dotati di rallentatore
idraulico e freno di stazionamento con cilindri a molla e comando a manettino. I
mezzi forniti all'ATAC erano dotati di cambio Voith a 3 marce, tranne le vetture
1000-1019, con cambio ZF a 4 marce. I Siccar 176 montavano il motore Fiat
8200.13 da 10308 cc e 208 CV8200.13 da 10308 cc e 208 CV derivato dal 8200.12
che equipaggiava il 418 (come il motore del 418 era imparentato con quello
dell'autocarro Fiat 684, analogamente questo montava parti mobili del Fiat 160,
erede del 684); le successive 600-813 erano Siccar 177 motorizzate con il nuovo
8220.12 da 9572 cc e 203 CV. Lo stesso propulsore veniva montato sui 177/4,
delle serie 900-1094 (1984/85), 1095-1234 (1987/88).
Inizialmente ritenute le migliori vetture del parco aziendale, con il passare
degli anni
hanno mostrato numerosi inconvenienti. Le sospensioni si sono mostrate subito
troppo rigide e delicate, richiedendo su un gran numero di vetture, specialmente
nella serie 600-813, una completa revisione. Anche i freni mancavano di
progressività, tendendo ad avere un'azione eccessiva e difficilmente moderabile,
con effetti poco piacevoli sul bagnato o per i passeggeri in piedi. Il problema
più grave, però, si presentava sui 177: l'impianto di raffreddamento del motore
era drammaticamente carente e, specialmente nella stagione calda, l'ebollizione
dell'acqua del radiatore era un inconveniente comunissimo, specialmente sulle
linee che prvedevano qualche salita impegnativa. Il problema trovava una
soluzione semplice ma non molto decorosa: dopo pochi mesi lo sportellone del
vano motore di queste vetture era diventato una groviera, traforato
artigianalmente, nei casi più fortunati dotato di una griglia, altrimenti con i
buchi a vista.
Sono riportate nella seguente tabella le caratteristiche principali e le suddivisioni degli Inbus U-210 nei vari gruppi.
|
Tipo telaio |
Range numeri di esercizio |
Anno |
Motore |
Cilindrata |
Potenza CV |
Note |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
U210.176 |
400-508 |
1980 |
8200.13 |
10308 |
208 |
|
|
U210.177 |
600-813 |
1981-82 |
8220.12 |
9572 |
203 |
|
|
U210.177/4 |
900-999 |
1984-85 |
8220.12 |
9572 |
203 |
|
|
U210.177/4 FT |
1000-1019 |
1985 |
8220.12 |
9572 |
203 |
Cambio a 4 marce |
|
U210.177/4 |
1020-1094 |
1985 |
8220.12 |
9572 |
203 |
|
|
U210.177/4 |
1095-1164 |
1988 |
8220.12 |
9572 |
203 |
Bredabus |
|
U210.177/4 |
1165-1234 |
1988-89 |
8220.12 |
9572 |
203 |
De Simon |
|
U210.177/4 |
1249-1262 |
1989 |
8220.12 |
9572 |
203 |
Bredabus |
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