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Inquadramento storico e geografico |
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| Index |
Il Lazio
Latino è stato la vera culla della civiltà Romana: è qui, infatti, che si
trovano città come Albalonga, Ardea, Lavinium, legate indissolubilmente
alle sorti di Roma. Diversamente dalle città etrusche, di cui non ci è
rimasto praticamente nulla, delle città latine ci sono giunti resti più o
meno cospicui in quasi tutti i casi. Si trattava di norma di piccoli
villaggi fortificati, detti
oppidum (plurale
oppida), sorti sulle sommità
delle collinette tufacee dalle pareti molto ripide che costellano il
territorio. Questi insediamenti erano tutti indipendenti tra loro, ma
erano legati da una forma di vincolo sacro che prevedeva che le eventuali
ostilità tra le varie città venissero sospese in caso di guerra contro un
nemico esterno, nel qual caso entrava in gioco una fortissima alleanza, la
Lega Latina, oppure in occasione delle feste religiose comuni a tutti i
Latini, che si tenevano presso i santuari federali. I santuari federali
erano i luoghi forse più importanti non solo per la religione, ma per tutta
la civiltà latina. Di norma erano collocati in siti geografici particolari
per morfologia, come nel caso del tempio di Giove Laziale sul monte Cavo,
o per la posizione, al confine tra due o più città. Quello che forse era
il più importante, vista la sua magnificenza, è il santuario delle XIII
are, presso Lavinium (Pratica di Mare). Si tratta di 13 altari risalenti
al VIII sec. a.C. disposti in fila, a pochi passi dalla tomba monumentale
a tumulo (heroon) di Enea. Qui, oltre
alla vicinanza alla tomba del leggendario padre della civiltà Latina,
entra in gioco un effetto astronomico, infatti gli altari sono disposti in
modo tale da ricevere la luce sotto una particolare angolazione molto
suggestiva al solstizio d'inverno, l'inizio simbolico della fase di
rinascita della natura. Questo effetto si riscontra anche in altri casi,
come il tempio rutulo di Ardea e il santuario dedicato al
Sol Indiges sulla costa, alla foce
del Rio Torto. |
Descrizione storica e geografica | ||||
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Fosse Ardeatine |
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Via Appia Antica |
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Con la nascita e lo sviluppo di Roma, dovuto comunque in
buona parte ai Latini, le varie popolazioni latine furono progressivamente
inglobate nella grande civiltà Romana. Ma l'area del Lazio Latino mantenne
sempre un duplice aspetto: da una parte l'intenso sfruttamento agricolo
che, favorito dalla naturale fertilità del terreno vulcanico e da una
notevole abbondanza d'acqua, molto maggiore rispetto ad oggi, consentiva
il rapido approvvigionamento della vicina capitale con generi deperibili,
spesso di lusso. D'altro canto il legame con la religiosità dei Latini e
con la stessa leggendaria origine di Roma, cantata dal sommo Virgilio
nell'Eneide, fece sì che fossero mantenuti e migliorati i templi e le aree
sacre presenti specialmente sulla Via Sacra che dal monte Cavo scendeva
verso Lavinium e Ardea toccando i principali santuari della zona. Questa
strada di fatto esiste ancora, anche se oggi ha il nome decisamente meno
poetico di "SP 101 Albano-Torvaianica", ma lungo il suo percorso è ancora
visibile, a poca distanza dal bacino della Solforata, la grotta di Fauno
che, assieme al vicino santuario di Albunea (presso la Solforata) è citata
anche nell'Eneide come un importante oracolo. Testo di proprietà dell'autore, 27.08.2000 |
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In alto la torre della Cecchignola, risalente nel suo nucleo originario al X-XI secolo, trasformata quindi in dimora nobile di campagna e successivamente utilizzata come casale. Nella foto a sinistra, il Casale della Falcognana di Sotto, al km 15 della via Ardeatina moderna. Costruito sui resti di una villa romana, è un meraviglioso esempio di casale-torre medieoevale. Presenta notevoli segni di rimaneggiamenti nel XVIII secolo. La chiesetta, visibile nell'immagine sopra, ospitò l'immagine sacra della Madonna del Divino Amore negli anni intercorsi tra il miracolo e la costruzione del Santuario. Il toponimo "di sotto" deriva dalla posizione rispetto ai colli albani, e non ha alcuna relazione con la effettiva quota altimetrica.
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