La Tenuta della Farnesiana

 

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Praticamente sconosciuta anche a chi abita a brevissima distanza, la tenuta della Farnesiana è costituita da poco meno di 200 ettari compresi tra la via Ardeatina e la via Appia Antica. In una estensione così ridotta, tuttavia, è possibile trovare una grande diversità di realtà ambientali e archeologiche. Geograficamente la tenuta della Farnesiana rappresenta una logica continuazione della tenuta di Tor Marancia, dalla quale è separata solo dalla via Ardeatina, ma già da un punto di vista geologico la differenza è sostanziale: se Tor Marancia è essenzialmente costituita da tufi e pozzolane, la Farnesiana poggia per la sua gran parte su uno strato di pietra nera e molto dura, detta leucitite, ma che a Roma viene chiamata, in maniera assolutamente impropria, "selce" (la selce, infatti, è una roccia di tipo sedimentario con caratteristiche completamente diverse). La leucitite, nota anche come basaltina, è la pietra usata per i sampietrini e per i basolati delle antiche vie consolari, ed è una roccia lavica. Nel caso specifico, la formazione risale all'ultima fase attiva del Vulcano Laziale, circa 190.000 anni fa, e si è andata ad appoggiare al di sopra dello spesso strato di piroclasti (tufi e pozzolane), formando un rilevato  continuo dell'altezza di oltre 10 metri sul piano di campagna circostante. Questa struttura geologica è stata denominata "colata di Capo di Bove", prendendo il nome dalla denominazione medioevale della tomba di Cecilia Metella, in quanto proprio questo monumento sorge all'estremità della colata lavica stessa.
La Farnesiana, insistendo in maniera quasi esclusiva sulle ultime propaggini della colata, si trova ad un'altezza di diversi metri superiore a Tor Marancia, che è infatti possibile osservare quasi interamente da una posizione privilegiata, ma la sua sopraelevazione permette anche di spaziare con la vista su tutto il centro di Roma e su buona parte dei nuovi quartieri del quadrante Sud.

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  In età romana il territorio della Farnesiana subì la stessa sorte di tutto l'Agro Romano, diventando una zona di approvvigionamento di provviste alimentari per tutta la città. Esisteva, in particolare, il "fundus rosarius", che corrispondeva alla parte meridionale della Farnesiana, dedicato esclusivamente alla coltivazione di rose. Con la caduta dell'impero e la spopolazione della campagna intorno a Roma, anche la Farnesiana venne abbandonata.

In età medioevale, la tenuta assunse il nome di Zampa di Bove (per contrapposizione alla vicina Capo di Bove, corrispondente alla tomba di Cecilia Metella) e vi sorgevano ben 5 torri di vedetta, da cui i toponimo "Cinque torri". La principale, nella foto a sinistra, è quella della Zampa di Bove, crollata solo da qualche decennio.

Nei secoli successivi la tenuta fu dei Farnese, da cui il nome Farnesiana. A quell'epoca risale il bellissimo casale delle Vignazze (foto a destra), che domina l'Ardeatina e la tenuta di Tor Carbone.

La proprietà venne, poi, frammentata, e nacquero altri casali, tra cui quello delle Vignacce, ancora mantenuto in buone condizioni e abitato fino a pochi anni fa. Nel cortile di questo casale sono conservati diversi reperti provenienti dalla tenuta, principalmente marmi, insieme ad alcune macine per cereali.

Della notevole copertura arborea che esisteva un tempo nella zona, oggi è rimasto solo il boschetto Farnese, costituito da alberi di Leccio e Roverella. Trovandosi al di fuori di attività antropiche, ed essendo fortunatamente poco conosciuto e frequentato, tanto il bosco quanto il sottobosco sono ancora molto ben conservati, e mostrano le tracce di un'intensa frequentazione animale.

 

         

 

Successivamente la tenuta divenne riserva di caccia dei Torlonia, come testimoniato ancora dalla toponomastica locale. Al Settecento risale anche la costruzione più interessante di tutta la tenuta: il casale di Vigna Viola.
Posto a poca distanza dall'Ardeatina, è costituito da due armonioso corpi di fabbrica, uno adibito a stalle e locali di servizio e uno a residenza padronale, con una corte interna e un vasto piazzale esterno con i resti di una grande fontana ottagonale. La parte padronale consta di un edificio a due piani con una loggetta ad archi (murati) che presenta, sul lato lungo, delle aperture ellittiche che richiamano i motivi stilistici delle ville suburbane del Seicento (cfr. villa York, per citare la più famosa e "completa").

         

NB - La tenuta è attualmente privata, si sconsiglia di avventurarcisi da soli, in quanto è sovente presidiata da cani aggressivi e da persone ancora meno "amichevoli". Il Parco dell'Appia Antica e le Associazioni locali organizzano periodicamente visite guidate per gli interessati.